Tronfio di Bacco

Costei che qui si lagna è Arianna.
Certamente ‘l futuro è incerto,

 ma è arduo capire che l’inganna
 Teseo, toso in dono offerto
 venuto da Atene s’un vascello
 per trucidare il suo fratello?
 Ecco avanza il circo con Bacco,
 ebbro e agghindato con un serto,
 si approfitterà del suo smacco
 per carpirle il pulsante lacerto.

Satir’irsuti, brutti e lardosi 
trasudano grasso e sporcizia, 
grugniscono, sbavano lussuriosi 
offendono la pia pudicizia, 
delle ninfe ancora illibate: 
finalmente godono, annoiate 
da de’ poeti la dolce blastizia, 
costrette a poemi ascoltare: 
sol in uno stupro posson sperare 
per estasiarsi d’un po’ di letizia.

Il tizio che annaspa rubicondo, 
 rideva e sbeffeggiava il Lume; 
 or piange, si lamenta con gemiti, 
 senza fatica le acque del fiume 
 lo inghiottono gelide nel mentre. 
 Se contrando debiti su debiti 
 Non avesse ingozzato il ventre 
 peloso, pieno, pesante e tondo, 
 ora non andrebbe così a fondo. 

C’è miseria in questi giorni bui,
e c’è chi come una fera iena
ride infame e ricava lena
speculando su sofferenze altrui.
Se lo stato di penuria v’è caro,
perché non vi spogliate del denaro?
“Di essere ricchi non val la pena”
Dice sempre chi ha la pancia piena.
Chi lo fa tra i privilegi, mente:
lo ripetesse a chi non ha niente.

Che dà meno affanni la Povertà
spiegatelo a quei giovinetti là,
che tanto si “amarono contenti”,
e or disperati vivon di stenti:
tanti figl’in lacrime, affamati,
ma nelle tasche niente ducati.
Certo li avete dimenticati,
come la fame e tutti i mali,
mentre trangugiando pregiato mosto
prodighi pagate in baccanali
dell’esser allegri e spensierati
l’alto e insostenibile costo.

Col roseo volto, i biondi boccoli
Una vergine-a Cupido s’immola,
la grandine distrugge i boccioli,
la farfalla stropicciata non vola
condannata a terribile vita,
con la sua dignità in vendita,
a far l’atavica professione.
Un fedifrago abbocca all’amo
e il contagio porta nel talamo,
diffondendo in breve l’infezione.
Piange, da pustole spurga veleno:
il ricordo d’un piacere effimero
non val a consolare ‘l crucifero
frutto del materno infetto seno.

Resisti com’un fuscello al vento:
la vita è un ben arduo cimento.
Contentati, ma pensa al futuro,
o il cammin sarà ancor più duro.

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